Scooter elettrico - Uso quotidiano


In questa pagina trovate un po' di informazioni sull'uso quotidiano di uno scooter elettrico basate sulla mia esperienza, non sono un esperto in materia ma è anche vero che giro da 4 anni e 23000 km con il mio Vectrix, qualcosina l'ho capita, credo.
Per comodità divido e organizzo in sezioni distinte le varie informazioni:
- Come scegliere uno scooter elettrico
- Prerequisiti elettrici casalinghi
- Costo carburante e risparmio
- Come si guida (aggiornamento del 10/05/2014)
- Uso giornaliero
- Escursioni

Scooter elettrico - Uso quotidiano - Raduno evento CO2 a Milano nel 2011

Come scegliere uno scooter elettrico
Visto che viaggiamo con i nostri scooter elettrici in un Italia priva di colonnine di ricarica la prima caratteristica da verificare è l'autonomia del mezzo che ci interessa. Al momento in cui scrivo in pochissime città d'Italia ci sono colonnine di ricarica attive ed alcune di queste (ENEL) hanno costi di ricarica improponibili per gli scooter, troppo alti persino per le auto. Facciamo quindi i conti senza l'oste.
- Autonomia utile. Per prima cosa va verificata l'autonomia reale. Abbastanza spesso l'autonomia data dalle caratteristiche è calcolata a velocità bassa e costante e ottenuta su pista. Quella reale quindi, a velocità variabile e in mezzo al traffico, sarà di certo inferiore. Due sistemi per avere quella reale sono, informarsi in internet in forum dedicati al mezzo (una buona fonte per molti mezzi elettrici è il forum di EnergeticAmbiente) oppure, se possibile, fare un noleggio del mezzo per qualche giorno e provare di persona.
- Autonomia richiesta, Una volta chiaro quanta autonomia ha il mezzo che vi interessa dovrete avere ben chiara l'autonomia che vi serve. Per ora i mezzi in vendita variano le loro autonomia da 35/40 km fino a poco più di 100 km, ovviamente con differenze notevoli di prezzo. Quello che a uno scooter elettrico si richiede di solito è poter girare in città o poterci portare avanti e indietro dal lavoro. Fatevi quindi un paio di conti dei km che percorrete giornalmente in modo da avere un'idea dell'autonomia che vi serve.
- Sistemi di ricarica disponibili. Ci sono 3 sistemi utilizzati per la ricarica, con caricabatteria interno, esterno o con pacco batteria estraibile. Il metodo più comodo è con caricabatterie interno, cioè compreso nello scooter. Comodo perché in caso di ricarica da colonnina pubblica dalla moto chiusa uscirà solo un cavo elettrico. Il metodo con caricabatterie esterno è usato per scooter molto piccoli, dove quindi è difficile trovare abbastanza spazio per il caricabatterie senza rubarne alle batterie. Questo sistema è un po' in disuso per la scomodità intrinseca, scomodo lasciare il caricabatterie fuori dalla moto vicino alla colonnina di ricarica pubblica. C'è poi il sistema a batterie estraibili, molto comoda come trovata ma obbliga ad autonomie un po' limitate. Le batterie vengono estratte dallo scooter e caricate esternamente. Potreste ad esempio fare il viaggio di andata verso il vostro posto di lavoro, parcheggiare lo scooter, estrarre le batterie, portarle al lavoro e metterle in carica, a fine giornata di lavoro reinserire le batterie nuovamente cariche nello scooter e affrontare il viaggio di ritorno a casa. Alcune hanno un caricabatterie esterno dedicato, stesso principio di un cellulare ma ovviamente un po' più ingombrante, altre hanno il caricabatterie compreso nell'involucro che viene estratto, queste quindi si connettono per la carica direttamente alla spina della corrente. In tutti e due i casi l'autonomia non può essere molto elevata per il semplice motivo che altrimenti il pacco batteria dovrebbe essere grande e pesante e quindi poco trasportabile.
A proposito di carica, distingue alcuni scooter la carica veloce, si intende in 2/3 ore, tipo Vectrix, o la carica normale, si intende da 6/7 ore in su, comune a molti modelli più economici.
- Caratteristiche utili. Alcune caratteristiche utili possono essere. Sistema di visualizzazione livello di carica preciso. Alcuni scooter hanno delle indicazioni LED, a volte 3 LED, carica completa, media e verso il termine, con eventuale lampeggio dell'ultima che indica "riserva". Altri scooter hanno invece molte più "tacche" questo da modo di avere un'idea più precisa dell'autonomia residua. Un altro strumento utile, se preciso, è un calcolo di autonomia stimata con indicazione a cruscotto in km residui. Non sono in molti ad averlo perché per essere preciso richiede sistemi elettronici complessi. Molto utile è l'Indicazione della temperatura della batteria. In clima caldo viene comodo per capire se stiamo strapazzando troppo le nostre batterie, è utile per scoprire celle guaste, che quindi si scaldano troppo, ed è utile, sempre con clima calco, per decidere di mettere in carica lo scooter solo a batterie ferme da un po' e quindi che si siano raffreddate.
Prerequisiti elettrici casalinghi
Una volta che ci siamo fatti un'idea dello scooter che vogliamo il seguente dubbio che ci balena in mente è se la nostra abitazione abbia i requisiti necessari a supportare la carica del mezzo. Beh, niente paura, la maggior parte delle abitazioni non avranno problemi. L'unica difficoltà potreste averla se il luogo dove risiede lo scooter abbia, vicino e utilizzabile per la carica, solo prese di corrente "comune", ad esempio condominiale, potrebbe essere complicato accordarsi con il resto dei condomini per un eventuale tariffa da conferire ai condomini o difficile avere il consenso all'uso da parte di tutti. Per fortuna sempre più condomini hanno la corrente nei box e cantine con corrente dipendente dal proprio contatore, ultimamente poi sono sempre di più i condomini che nascono già con punti di ricarica per mezzi elettrici predisposti nei box..
- Portata contatore. Per la portata del contatore niente paura, anche il più piccolo ad uso abitazione è adatto. Di solito intorno ai 3 KW. I caricabatterie degli scooter, anche i più veloci, non superano i 2 KW di assorbimento, spesso molto più bassi, anche sotto 1 KW.  Per intenderci è come avere acceso un asciuga capelli.
- Portata cavi e installazione. Se dovete predisporre un punto di ricarica fate attenzione alla portata dei cavi. Se lo predisponete voi fatevi consigliare nell'acquisto specificando l'assorbimento e così anche specificate l'uso ad un eventuale elettricista che vi faccia il lavoro di predisposizione.
Le spine elettriche tipicamente sono le normali in uso a molti altri elettrodomestici se lo scooter invece dovesse avere la Scame industriale sicuramente vi sarà dato a corredo un qualche adattatore, ma se anche non fosse gli adattatori sono facilmente reperibili, a volte anche in centri commerciali, magari tra gli accessori da campeggio.
- Uso di altri apparecchi contemporanei. Come spesso accade per altri elettrodomestici potreste incorrere in problemi di natura di sovraccarico, salta il contatore. Capita con elettrodomestici tipo stufette elettriche, lavatrici, asciuga capelli e può quindi capitare anche con lo scooter in carica. Meno frequente di quanto si possa credere però per il fatto che si tenderà a mettere in carica lo scooter di notte. Comunque, come per gli altri elettrodomestici, basta usarli a turno. Alcuni scooter prevedono un ritardo di inizio carica, tipo Vectrix, in questo modo si può impostare che lo scooter parta ad una certa ora, altrimenti si può sempre optare per un timer e programmarlo per le ore notturne.
Costo carburante
Uno degli aspetti meno pubblicizzati quando si parla di mezzi elettrici è il costo del carburante. Il costo è irrisorio rispetto a vari altri combustibili fossili, sopratutto di questi tempi, con i prezzi attuali. Se a questo aspetto venisse data la giusta attenzione probabilmente il mercato dei mezzi elettrici esploderebbe. Visto il paese in cui viviamo è probabile che se esplodesse il mercato dei mezzi elettrici molto probabilmente esploderebbe anche il costo in bolletta della corrente, comunque questo è un altro discorso.
- Come misurare. Se volete avere idea di quanto vi costi viaggiare con uno scooter elettrico vi servirà un sistema facile per misurare la corrente consumata durante la carica. Si può fare con calcoli teorici in base alle caratteristiche dello scooter in carica e della durata in ore della carica ma esiste un sistema più preciso e comodo. Esistono degli apparecchi di facile reperimento e relativamente economici che hanno funzione di piccolo contatore di corrente. Se ne trovano di diversi tipi, alcuni di questi permettono addirittura di impostare il costo al kw e delle fasce orarie della bioraria e vi forniscono a fine carica già il costo in €. Come dicevo se ne trovano vari modelli e un po' dappertutto ma l'unica attenzione prima dell'acquisto va portata al carico che sopporta l'apparecchio, al solito, nel dubbio, caratteristiche dello scooter alla mano e fatevi consigliare.
- Medie su diverse cariche. Se siete interessati ad avere dei valori medi, ad esempio mensili o annuali vi conviene fare diverse misurazioni e farne medie. Questo perché la carica degli scooter elettrici può variare in tempo e in assorbimento di corrente se lo scooter gestisce in maniera intelligente la carica delle celle della vostra batteria. A volte quindi nel ciclo di carica vengono inseriti dei cicli di "manutenzione" della batteria, usati per tenere le vostre batterie sempre in forma. Questo ovviamente allunga il tempo di carica ed aumenta il consumo di corrente. Tipicamente vengono fatti a cadenze temporali, quindi non ad ogni carica, da quì l'esigenza di fare medie di diverse cariche per avere una giusta proiezione di consumi nel tempo.
- Confronti con scooter benzina. Se nelle vostre intenzioni c'è di paragonare il costo al km tra uno scooter elettrico e uno a benzina dovete procurarvi due cose; un termine di paragone a benzina, cioè uno scooter benzina con caratteristiche di potenza simili all'elettrico in esame e quindi trovato il modello il suo effettivo consumo. Visto che anche per le moto, come per le auto, i consumi dichiarati dai costruttori sono molto teorici vi consiglio di attaccarvi ad internet e cercare una delle tante tabelle disponibili di consumi reali degli scooter.
- Costi in bolletta. Il costo in bolletta come accennato quindi potrebbe essere così basso da non essere facilmente individuabile perché affogato nel resto dei consumi. Da questo l'esigenza di avere una misura di massima del costo del rifornimento. In una bolletta media di una famiglia composta da 3 a 5 componenti il consumo per bolletta potrebbe essere poco riconoscibile, più simile al normale delta di differenza da una bolletta ad un altra. Tanto vero quanto più si riesca a fare sole cariche notturne ovviamente.
Uso quotidiano scooter elettrici - diversi modelli
Come si guida
Il modo di guidare uno scooter elettrico è pressoché identico a quello di qualsiasi altro scooter a benzina. Come tutti gli scooter si può dire che sia mono marcia, cioè non ha marce, basta solo modulare l'acceleratore per cambiare velocità. In realtà non è nemmeno mono marcia perché non ha cambio, cioè é privo di variatore, modulando l'acceleratore quello che succede è che viene cambiata la "quantità" di corrente che viene mandata al motore elettrico che quindi gira a velocità diverse. Comunque, per semplificare, la guida è esattamente identica ad altri scooter.
Alcuni modelli, come ad esempio il Vectrix VX-1 come il mio, hanno sistemi di recupero d'energia in frenata, cioè la forza frenante che serve per rallentare viene data dal motore elettrico che "cercando di girare al contrario del senso di marcia", viene "trasformato" in un generatore di elettricità, invece che consumarla (semplifico molto). A questo sistema però sono anche affiancate le normali leve freno esattamente come tutti gli altri scooter, non si è quindi obbligati ad usare il solo rigenerativo ma si può frenare "normalmente" come magari si è già abituati usando altri scooter. Questi sistemi sono comuni su auto e moto elettriche ma meno comuni sugli scooter, la maggiorparte ne sono privi. Nel caso del Vectrix VX-1 la frenata rigenerativa viene gestita dalla manopola dell'acceleratore che viene girata al contrario dell'azione di accelerare, ed è molto modulabile. In tutte le recenti moto e auto invece il comando di frenata non è separato dal resto dell'impianto frenanate e quindi un solo comando, gestito intelligentemente dall'elettronica di bordo, pensa autonomamente a gestire la frenata ripartendo tra impianto frenante e rigenerazione di corrente. Negl'ultimissimi modelli di auto addirittura il sistema usa come rigenerazione anche la sola forza di decelarezione, simulando quindi il "freno motore", che per i motori elettrici non esisterebbe, comportamento solitamente selezionabile dai famosi "modi di guida" selezionabili dai comandi del mezzo.
Questi sistemi di frenata rigenerativa generano un buon effetto secondario, se molto utilizzati in pratica si tenderà a frenare solo con sistema rigenerativo evitando di usare il normale impianto frenante che causerà una durata delle pastiglie dei freni molto superiore al normare uso su altri scooter e altri mezzi. Un esempio preso dal mio scooter e il mio modo di guidarlo, io ho fatto recentemente il primo cambio di pastiglie dei freni della sola ruota posteriore dopo 23000 Km percorsi, e non erano nemmeno completamente consumati, la cosa non è da poco visti i 140 Kg di peso dello scooter, eppure io uso praticamente sempre e solo il freno rigenerativo a meno che non debba fare una frenata d'emergenza o molto potente.
Una ultima cosa che risulta diversa dai normali scooter o moto è il confort di viaggio, cioè a dire che chi guida scooter elettrici si dimentica delle vibrazioni che generano tutti i motori a combustione interna. Per dirla con le recenti parole di un pilota da pista che ha provato una moto da corsa elettrica "... non avevo mai provato l'emozione di volare sapendo di aveve le due ruote a terra ...". Ancora più evidente la mancanza di vibrazioni la si ha da fermi a motore acceso, tipo semaforo, il motore elettrico sembra sempre spento, non produce nessun rumore ne vibrazione, per questo molti si accorgono che uno scooter è elettrico, perché non lo sentono da fermo, altra cosa molto comoda d'estate, il motore elettrico non scalda come quelli a combustione interna, in relazione a questi ultimi è praticamente freddo.
Un consiglio a tutti coloro che si accingono a guidare mezzi elettrici, attenzione al silenzio dei mezzi elettrici. Per mia esperienza può capitare di pedoni che si mettono ad attraversare la strada davanti a voi perchè non "sentono" arrivare nessuno, e se questo è a sola responsabilità del pedone che non "guarda" prima di attraversare, il risultato non è solo dannoso al pedone, ma può ovviamente esserlo anche per il pilota e il mezzo. Quindi ci vuole un attimino più di attenzione. Ultimamente alcune auto vengono equipaggiate con cicalini che avvisano del passaggio del mezzo quando questo va a bassa velocità. Sugli ultimi modelli di Vectrix è stato ricavato via software un cicalino da usare per avvisare pedoni ricavato dal clacson fatto però suonare a basso volume.
Uso giornaliero
Abbiamo il nostro scooter, ne siamo soddisfatti, abbiamo misurato i consumi e, come promesso sono molto bassi, è quindi ora di divertirci e metterlo al lavoro quotidianamente.
- Uso coerente con percorso. Se avremo calcolato bene il nostro percorso medio giornaliero e avremo acquistato uno scooterino che lo copra e abbia un minimo d'abbondanza. In caso serva un allungo maggiore nel percorso giornaliero basterà ovviamente abbassare la velocità di viaggio ed avremo una maggiore autonomia. Ecco che troveremo quel tanto di km di autonomia in più che ci servirà per fare, ad esempio, il giretto al nostro centro commerciale preferito. Questa pratica sarà tanto più facile quanto maggiore sarà la conoscenza del mezzo, dopo qualche mese d'uso vi sarete già abituati a sapere con anticipo dove potere e non potere arrivare in base all'uso che avrete fatto dello scooter fino a quel momento.
- Carica notturna e rabbocchi. Tutti gli scooter e le auto elettriche prevedono il rabbocco, cioè una carica che parta da uno stato della batteria non completamente scarico e venga interrotta prima che la batteria abbia raggiunto la sua carica completa. L'esempio classico di utilizzo del rabbocco è, girando in città fornite di colonnine, quello di mettere in carica lo scooter ad ogni sosta che si faccia, durante l'attività prevista, per poi riprenderlo e ripartire indifferentemente dal fatto che la carica sia terminata. Una prassi quella del rabbocco indispensabile per un uso comune, ogni tanto però va prevista una scarica completa e carica completa, diciamo mediamente una volta al mese (dipende dal tipo di batterie) questo perché fa bene alle batterie ogni tanto scaricarsi e ricaricarsi completamente. Una cosa da sapere è che nessuna batteria deve mai arrivare completamente a zero, fa male alla salute della batteria. Più o meno tutti gli scooter però prevedono di fermarsi prima di scaricare troppo le batterie proprio per non permettere di rovinarle. Niente di più facile che una passeggiata di sabato o domenica con tragitto +/- misurato all'autonomia massima.
Le cariche migliori sono le notturne, che saranno complete e che probabilmente conterranno anche cicli di "manutenzione" delle batterie.
- Pianificare spostamenti a tappe. Anche nella nostra normale giornata di lavoro se dobbiamo richiedere più autonomia al nostro scooter elettrico ci basta fare tappe di ricarica. Per una corretta pianificazione degli spostamenti vanno tenute in giusto conto le cariche e i loro tempi. Si possono anche percorrere molti km in un giorno ma vanno calcolati anche i tempi di ricarica nel tempo totale di viaggio
Escursioni
Abbiamo fin'ora parlato dell'uso migliore per uno scooter elettrico, quello di ogni giorno, quando ci accompagna al lavoro, o ad accompagnare figli a scuola o altre attività ripetitive giornaliere. Ad un certo punto però ci verrà in mente di fare un minimo di escursioni. Sarà perché cosi silenziosi e privi di vibrazioni, prima o poi vi sentirete attratti dal viaggiare all'aperto con mezzi così puliti.
- Pianificazione percorso e tempi in base ad autonomia e tempi carica. Pianificare una escursione in un paese privo di colonnine di ricarica è un'impresa ardua ma non impossibile. Questo sito e i racconti contenuti ne sono la prova. Certo ci vuole un po' di organizzazione. Come già accennato nella pianificazione vanno tenuti conto i tempi di ricarica e l'autonomia. Bisogna cercare di far coincidere i fermi tappa con la massima autonomia raggiungibile e con i tempi poi che serviranno per la ricarica. Può succedere anche che sia meglio fermarsi per rabbocchi, che ovviamente occupano meno tempo, per poi riuscire a raggiungere dei punti più comodi per fermare il mezzo per ore in ricarica.
Conclusioni.
Devo dire la verità, anche io all'inizio sono stato un po' titubante nel decidere l'acquisto di uno scooter elettrico, mi sono informato per parecchio tempo, seguendo discussioni nei forum.
Ero però già quasi innamorato del Vectrix VX-1 e seguendo il forum di EnergeticAmbiente me ne sono convinto sempre di più, d'altronde ancora oggi è il migliore che c'è in commercio.
Ora devo ammettere non riuscirei più a farne senza, mi capita a volte di guidare per prova degli scooter benzina ma proprio non mi piacciono più, troppo rumorosi, troppe vibrazioni, poco fluidi.
Ormai da anni l'unico limite è la mancanza di infrastrutture di ricarica, non vedo l'ora comincino a comparire, allora si che non ci terrà più nessuno. Che bello immaginarsi colonnine in giro per l'Italia, poter girare con i nostri scooter senza troppo preoccuparci dell'autonomia. La speranza di vivere prima o poi la fantastica esperienza che abbiamo provato in Svizzera di muoversi in libertà dimenticandosi della questione dell'autonomia.
Mi auguro che quel giorno arrivi prima possibile e lo auguro anche a tutti voi che avete uno scooter elettrico o siete in procinto di acquistarlo.


PS: Invito chiunque abbia qualche dubbio o domande sull'argomento a scrivermi. Risponderò volentieri a tutti. Potremo approfondire qualsiasi discorso relativo a scooter elettrici e sopratutto al Vectrix.

Ultimo aggiornamento: 14 febbraio 2013